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I millennials pronti a ripensare Feralpi

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I millennials pronti a ripensare Feralpi

Marta ha 26 anni e una laurea in Fisica, mentre Andrea, 27 anni, si occupa di management; Roberto, Melissa e Vincenzo, tutti sotto i 30, sono ingegneri, ma c’è anche Jennifer, 27 anni, che invece non ha un percorso di studi scientifici alle spalle, laureata com’è in progettazione pedagogica e formazione.

La rivoluzione digitale va affidata a chi ha tutte le caratteristiche per interpretarla al meglio e per questo l’imprenditore siderurgico bresciano Giuseppe Pasini ha deciso di consegnare le chiavi della sua fabbrica ai millennials e provare a vedere cosa sanno combinare, anche se a digiuno di siviere e colate continue.

Il passo è stato compiuto nei giorni scorsi, aprendo ufficialmente le porte dell’azienda, la Feralpi di Lonato, a 12 neolaureati, ribattezzati «e-farmer» in omaggio alla loro mission: fertilizzare Feralpi sul piano digitale. Dopo le visite mediche, la pattuglia di neolaureati è stata accolta negli spazi della e-farmer house, ricavati in azienda. Hanno due mesi per studiare ogni angolo di Feralpi, poi saranno suddivisi in due squadre ed elaboreranno distinti progetti di trasformazione digitale dell’azienda. Il migliore sarà scelto, finanziato e sviluppato nel biennio successivo. «Mi auguro di trovarmi nell’imbarazzo di dovere adottarli entrambi – spiega Antonio Cotelli, direttore risorse umane del gruppo -.

L’obiettivo finale è la fertilizzazione digitale in un’ottica trasversale, non verticale ma orizzontale: vogliamo rompere gli schemi consolidati all’interno dell’azienda».


I ragazzi sono stati selezionati attraverso un piano di comunicazione che ha coinvolto 29 università e 35 uffici di placement. «Abbiamo ricevuto circa 170 curriculum – prosegue Cotelli -. Dopo una prima scrematura sulla base della provenienza universitaria, delle competenze, delle lettere di presentazione e dell’attitudine digitale, siamo passati all’assessment, con una rosa di 28 potenziali candidati che ha dovuto affrontare 15 diverse prove, lavori di gruppo e colloqui individuali».


Vincenzo, uno dei 12 e-farmer selezionati, l’annuncio l’ha visto a Bristol, dove si stava preparando a seguire un corso di international management. «Per mantenermi – spiega – mi occupavo del front desk all’Holiday Inn. Il video di recruiting della Feralpi mi ha sorpreso, era una cosa di un minuto fatta molto bene, in cui si parlava di lavorare in team, di innovazione, 4.0, interesse per il digitale; ho pensato: è il paese dei balocchi». Giostre e montagne russe a Lonato non ce ne sono, ma Vincenzo, che non aveva mai visto prima d’ora un’acciaieria, è rimasto ugualmente a bocca aperta davanti al ciclo di produzione da forno elettrico: «producono acciaio da rottame, è stata una sorpresa positiva » spiega. Vincenzo è laureato in giurisprudenza, con tesi su big data e trattamento della privacy. Durante il percorso accademico ha avviato un’attività imprenditoriale, con poca fortuna. «Era una app dedicata a cinema e tv – spiega -, ci ho lavorato 3 anni ma dopo la laurea è stata liquidata. Fallire è stato però utile: ci ho provato, ho imparato, ho capito quali erano gli elementi che mi mancavano. Ho vissuto un’esperienza in più: troppo spesso nella società italiana il fallimento è valutato negativamente, invece non è così, come ci insegna la Silicon valley».


Il percorso in azienda dei 12 prescelti (inquadrati con un contratto di tirocinio) culminerà, in questa prima fase, con la presentazione dei progetti. «Siamo aperti a interventi a 360 gradi – spiega Cotelli -, ma sinceramente sarei stupito se il progetto riguardasse l’acciaieria, area dove siamo già molto efficienti e dove le barriere informative sono alte. C’è molto altro da fare, ma la fertilizzazione ha il vantaggio di essere, come detto, traversale: nel momento in cui i ragazzi realizzeranno un progetto dirompente, è naturale che il tema andrà a permeare l’intera azienda».

Fonte: Sole24ore