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La pace contributiva: diecimila lavoratori candidati

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La pace contributiva: diecimila lavoratori candidati

Si sta parlando tanto della pace contributiva, che dà la possibilità di colmare i buchi contributivi presenti nella propria carriera, cioè quei periodi non coperti da contribuzione presso nessun ente.

Secondo le stime del governo, quasi 10 000 lavoratori potranno beneficiare di un riscatto agevolato, degli anni di mancata contribuzione cumulati dal 1996 in poi.

Potranno essere riscattati 5 anni al massimo, versando i contributi relativi a quel periodo, tali contributi vengono calcolati in base a criteri ordinari: quindi, a ciascun anno che si intende riscattare, viene applicata l’aliquota di riferimento della gestione di appartenenza al reddito imponibile degli ultimi 12 mesi, con un meccanismo di rateizzazione che è stato prolungato da cinque a dieci anni (120 rate mensili anziché 60 anche se di fatto sperimentale come “quota 100”, e quindi suscettibile di ritocchi dopo il 2021).

Inoltre per i lavoratori laureati, c’è la possibilità di sommare anche gli anni dell’eventuale riscatto laurea nella versione agevolata, introdotta da quest’anno per i soli under 45, soglia d’ età che potrebbe estendersi a 50 anni, ma per il momento è solo un’idea. Un forfait di poco superiore ai 5 mila euro annui per ogni anno universitario da scontare sia ai fini della misura si dei requisiti della futura pensione.

Un altro vantaggio, che vale la pena sottolineare è che il recupero degli anni di mancato versamento contributivo, consente il 50 % di detrazione Irpef.

Secondo quanto riportato dalle stime della Ragioneria e dell’Inps, i beneficiari di questa manovra potrebbero aggirarsi intorno ai 3.500 lavoratori l’anno, di cui 2.900 dipendenti e circa 600 autonomi.

Fonte: Sole 24 ore