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Licenziamento Vs. Dimissioni in Maternità

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Licenziamento Vs. Dimissioni in Maternità

Licenziamento Vs. Dimissioni in Maternità. Facciamo chiarezza con la nostra Consulente del Lavoro Milena.

Il licenziamento e le dimissioni durante il periodo di maternità sono temi molto ampi e, in virtù della loro delicatezza, portano sia datori di lavoro che lavoratori a porre frequenti domande ai consulenti del lavoro.

“E’ possibile licenziare una dipendente durante il periodo di maternità?”

“Come devo procedere per poter presentare le dimissioni durante la maternità?”

Anzitutto, è importante sottolineare che la donna lavoratrice è protetta sia dalla Costituzione, all’art.37, sia dal Testo Unico 151 del 2001 per la sua fondamentale funzione familiare.

Licenziamento Vs. Dimissioni in Maternità

Le dimissioni in Maternità

Partiamo con le dimissioni. La lavoratrice che presenta le dimissioni, durante il periodo di gravidanza e durante i primi tre anni di vita del bambino, sono tutelate, al fine di evitare che la scelta sia spinta dal
datore di lavoro.

A tal proposito, la dipendente deve presentare una lettera di dimissioni al datore di lavoro e successivamente è necessario recarsi presso l’Itl, a pena di nullità, e sottoporsi ad un colloquio con unFunzionario, il quale convaliderà le dimissioni e accerterà la libera scelta della lavoratrice.

In caso di dimissioni durante il periodo protetto, quindi dall’inizio del periodo di gravidanza fino al compimento dell’anno di età del bambino, la lavoratrice ha diritto:

  • alle indennità di disoccupazione
  • al pagamento di un’indennità sostitutiva del preavviso

A meno che, come precisa la Cassazione, il datore di lavoro provi che la lavoratrice abbia iniziato un nuovo lavoro dopo le dimissioni, senza alcun intervallo di tempo.

Licenziamento in Maternità

Passiamo al licenziamento. E’ vietato licenziare la lavoratrice sin dall’inizio della gestazione fino al compimento dell’anno di età del bambino, salvo dei casi previsti dal citato Testo Unico.

Quest’ultimo prevede la possibilità di licenziare durante il periodo protetto nei seguenti casi:

  • colpa grave da parte della lavoratrice, la quale ha messo in atto un comportamento talmente grave da giustificare una sanzione espulsiva;
  • scadenza del rapporto a tempo determinato, la quale deve essere indicata sempre per iscritto nel contratto;
  • mancato superamento del periodo di prova che il datore di lavoro deve motivare per dimostrare che l’atto non sia stato determinato dalla condizione della dipendente;
  • cessazione dell’attività dell’azienda.

Il licenziamento avvenuto in violazione della normativa è nullo.

La lavoratrice è tenuta a presentare al datore di lavoro la certificazione dalla quale si evincano le condizioni di gravidanza.

Autrice: Dott.ssa Milena Comincini Soler – Consulente del Lavoro

Se hai domande riguardo al Licenziamento Vs. Dimissioni in Maternità, la nostra Consulente del Lavoro è qui per rispondere ! Scrivile a info@studiozamboni.it

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