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Riscatto della laurea 2.0: pronto ad estendersi fino ai 50 anni di età

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Riscatto della laurea 2.0: pronto ad estendersi fino ai 50 anni di età

Il riscatto laurea agevolato è già pronto ad allargarsi fino ai 50enni e assume un “peso” anche ai fini del calcolo dell’assegno pensionistico.

La fase è ancora interlocutoria, ma l’estensione oltre i 45 anni dell’agevolazione, prevede la possibilità di riscattare un anno di laurea con una spesa poco superiore ai 5mila euro. La proposta dovrebbe arrivare con un emendamento al Senato, dove comincerà il cammino parlamentare del decreto. «Siamo in una fase interlocutoria ma è una possibilità» ha confermato Claudio Durigon. Mentre Garavaglia ha parlato di misura «auspicabile».

In attesa della formalizzazione della relazione tecnica, cominciano intanto a circolare le prime cifre sulle coperture della singole misure.

Chi può beneficiare dell’agevolazione? 

La misura è valida solo per i lavoratori cosiddetti  “contributivi puri”, ovvero coloro che hanno iniziato a versare contributi all’Inps dal 1996. 

Quali sono i vantaggi?

Il riscatto fino a 5 anni di mancati versamenti, con la possibilità di rateizzare l’onere con 60 mensilità mai inferiori a 30 euro. 

Come si calcola il costo del riscatto?

Il costo del riscatto agevolato è calcolato con le modalità oggi previste per quello laurea per gli inoccupati: moltiplicando l’aliquota Ivs vigente (33%) per il reddito minimo soggetto a imposizione della Gestione Inps di artigiani e commercianti, pari a 15.710 euro nel 2018, per una spesa di 5.185 euro circa per ogni anno riscattato.


Un metodo meno costoso di quello tradizionale per i periodi contributivi, che prende invece come riferimento non una base forfettaria ma l’ultima retribuzione imponibile del lavoratore prima della richiesta per applicare la percentuale del 33 per cento.

Si diceva della valorizzazione del montante: i contributi versati per il riscatto varranno anche nella versione agevolata per il calcolo finale della pensione.

Sui tempi di trasmissione del decreto al Parlamento, non sono arrivate novità: «Mi sono presentato come avvocato del popolo. Oggi mi presento come garante di un nuovo patto sociale tra i cittadini e lo Stato: vogliamo realizzare questo nuovo patto sociale e io sarò garante dell’attuazione» ha affermato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, all’evento organizzato da M5S. Una volta “bollinato” dalla Ragioneria, vale ricordarlo, il testo dovrà essere visto e controfirmato dal capo dello Stato prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale