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Soft skills: il nuovo valore aggiunto

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Soft skills: il nuovo valore aggiunto

La settimana scorsa abbiamo concluso la nostra rubrica su “come scrivere un cv nel modo corretto”. Ci siamo lasciati parlando delle competenze, e di come esse si dividano in: “Hard Skills” (che si acquisiscono durante il percorso scolastico e formativo) e  “Soft Skills” (le caratteristiche innate che fanno parte dell’individuo).

Abbiamo pensato di fare un approfondimento su quest’ultime, proprio perché al giorno d’oggi le aziende danno sempre più importanza alle soft skills dei candidati. In una realtà sempre più automatizzata e tecnologica il fattore umano, fidatevi, è quello che ancora incide di più.

Il World Economic Forum (WEF) ha stilato un elenco di quali saranno le soft skills più richieste dalle aziende per il prossimo anno, vediamole e analizziamole insieme:

PROBLEM SOLVING: Il problem solving, letteralmente “risoluzione di un problema” è una delle competenze più richieste, proprio perché il lavoro, come la vita, può essere imprevedibile. Il segreto, però, sta nelle modalità con cui si cerca di risolvere i problemi.

Dunque, la vera domanda non è tanto  “sei capace di risolvere problemi?” ma dev’essere piuttosto “Quanto sei bravo ad aggirare l’ostacolo o a trovare il modo di superarlo nel minor tempo possibile?”.

La differenza, quindi, sta nell’efficienza. Se siete tra i fortunati che riescono a trovare soluzioni senza troppi sforzi, magari perché abituati fin da piccoli ad affrontare situazioni che richiedono una certa prontezza di spirito, siete in una botte di ferro! E chi, invece, al solo sentire la parola “problema” si sente già perso?

C’è speranza per tutti. Come per l’appetito, la capacità di risolvere i problemi viene…affrontandoli! Spesso le questioni ci appaiono insormontabili perché dimentichiamo di “semplificarle” in parti più piccole e gestibili. Le tecniche per farlo sono molte, ma sull’argomento ci ritorneremo, per ora  vi ricordiamo quali sono le fasi di gestione e risoluzione del problema: (Definisci il problema; Analizza e scomponi il problema; Comprendi le esigenze di tutte le persone coinvolte; Presenta possibili soluzioni; Scegli la soluzione migliore. )

PENSIERO CRITICO: Cogito ergo sum – “Penso, quindi sono” diceva Cartesio. L’esercizio del pensiero è da sempre un requisito fondamentale per poter essere Persone migliori prima che lavoratori validi.

Pensare, però non basta: a volte, infatti, è necessario riflettere sul modo stesso in cui si pensa e si ragiona, chiedersi il perché lo si fa in un modo piuttosto che in un altro.

Il pensiero critico è proprio questo: l’abilità di sviluppare un pensiero indipendente e riflessivo, ma soprattutto essere in grado di mettere in discussione le proprie idee, ragionamenti e pensieri per essere il più oggettivi possibile.

Perché farlo? Perché, specialmente se si lavora in team, è bene conoscere i propri schemi mentali ed essere pronti a rivederli, soprattutto quando riceviamo dei feedback negativi sul nostro modo di agire e di relazionarci. Di conseguenza, non abbiate paura di fronte al fallimento. Il fallimento non è altro che un altro modo di capire quello che non funziona. Il pensiero critico, quindi, implica un doppio impegno. Da un lato, vi consigliamo di verificare le informazioni prima di darle per verità assolute: siate curiosi. Infine, fate attenzione agli altri.

L’empatia, infatti, può aiutare nello sviluppo del pensiero critico. Mettersi nei panni dell’altro aiuta a immaginare le motivazioni, le aspirazioni, le problematiche dell’altro ma anche a rimettere in discussione i propri modelli e le proprie convinzioni.

CREATIVITA’:  ‘La creatività è una di quelle cose difficili da definire, ma la riconosci quando la vedi’. La creatività è oggi una delle competenze più richieste in tutti gli ambienti di lavoro. Essere creativi è sinonimo di apertura mentale e di capacità di innovare, e credeteci se vi diciamo che fa davvero la differenza. Avere un’idea “interessante” prima degli altri, ma soprattutto prima dei vostri concorrenti, in un mondo in continua evoluzione come il nostro, è fondamentale.

GESTIONE DEL TEMPO: Tempus Fugit! Quante volte abbiamo detto: “ Vorrei che le giornate avessero più di 24 ore!”. Che vi piaccia o meno, una giornata è fatta di 24 ore e, a meno che non decidiate di dormire solo due ore per notte, non c’è nulla che possa dilatare il tempo.

Dunque che cosa fa la differenza? Una corretta gestione del tempo ! questo ci permette di aumentare la nostra produttività, dunque rendere il doppio nella metà del tempo.

Ecco alcuni consigli validi per gestire al meglio il tempo: 1) Definire il tempo a disposizione 2) Stabilire obiettivi di breve e lungo periodo 3) Pianificare i compiti 4) Dare importanza alle pause

COORDINAZIONE CON I COLLEGHI: Team working, in tre semplici concetti: esprimere le proprie idee, ascoltare le idee altrui e costruire rapporti.

Fondamentale è imparare a coordinarsi con gli altri, il gioco di squadra e la sinergia in un gruppo sono considerati indispensabili per la buona riuscita professionale. Ricordatevi che: “Il lavoro di squadra divide i compiti e moltiplica il successo”

FLESSIBILITÀ’: Flessibilità non significa sopportare tutto senza esprimere mai le proprie esigenze, ma essere capaci di modificarsi e rinnovarsi. Chi possiede questa skill sa adattarsi al contesto lavorativo e alle novità. Qualsiasi sia la mansione da svolgere, riesce a dare il meglio di sé.

Il mercato del lavoro muta in modo veloce e le organizzazioni che vogliono essere competitive hanno bisogno di dipendenti disponibili a cambi, anche improvvisi, di ruoli e compiti.

GESTIONE DELLO STRESS: Il mondo è oggi molto complesso e veloce, così come il lavoro, generando un continuo senso di incertezza e di sfida.  Lavorare in un’azienda, o portare avanti un’azienda come imprenditore, mette spesso le persone a dura prova in termini di aspettative, risultati e work-life balance.

Saper gestire momenti di forte pressione è indispensabile. In situazioni stressanti è fondamentale riconoscere quali siano le cause che ci provocano tensione e agire in maniera tale, da minimizzare le possibili conseguenze nelle nostre azioni quotidiane. Saper gestire il proprio stress significa anche, acquisire consapevolezza dei propri limiti e dei propri bisogni.

Le soft skills sono il nuovo valore aggiunto che ogni azienda cerca, ricordatevi che non c’è nessuna esperienza lavorativa importante tanto quanto voi stessi !

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